XI
INCONTRO DEL TRIFOGLIO
FORNOVO
DI TARO 28.04 01.05
Per
questincontro possiamo veramente
dire, come per tanti incontri di persone,siamo
arrivati da mille strade diverse, in
mille modi diversi, in mille momenti
diversi, perché il Signore ha voluto
cosi, portando ognuno un proprio
bagaglio di esperienze personali. E lo
abbiamo fatto per percorrere un pezzo di
quella strada che ci ha insegnato il
fondatore: la realizzazione della
vita è nello spenderla al servizio per
gli altri. Il segreto per essere felici
è rendere felici gli altri. Al termine
della vita potremo dire di averla spesa
bene se lasceremo il mondo un pò
migliore di come l´abbiamo trovato.
Lorganizzazione
era dei meranesi e a premessa di tutto
non posso non fare un sentito
apprezzamento per la Magister di Merano
che ha fatto un programma intenso e ricco
di spunti turistici e gastronomici come
si può vedere dallo sviluppo delle
attività.
Il luogo
dellincontro presenta le
caratteristiche ideali per un ritiro
spirituale. E isolato, immerso nel
verde di una natura rigogliosa e serena.
Le nostre ospiti, due o tre suore, sono
silenziose e discrete, ma cucinano
benissimo.
La sera del 28,
dopo esserci sistemati nelle camere e
aver cenato abbiamo assistito alla S.
Messa prefestiva celebrata apposta per
noi da un sacerdote che, da ex assistente
scout, ha condiviso con noi la ritualità
scout espressa con i canti SIAMO
ARRIVATI e IL
CANTO DELLA PROMESSA. Abbiamo
ricordato gli amici che sono tornati alla
casa del Padre e soprattutto io ho
voluto ricordare Angelo, Aquila Rossa ( A.R
) come lui amava firmarsi. Ad A.R., che
è stato lispiratore ed il
fondatore del TRIFOGLIO, abbiamo dedicato
il canto del cerchio serale SIGNOR
TRA LE TENDE SCHIERATI. In
conclusione della giornata Giovanni,
lattuale coordinatore del TRIFOGLIO,
ha augurato a tutti un piacevole
soggiorno.
La domenica 29
aprile è stata dedicata alla visita al
Castello di VIGOLENO al mattino e a
CASTELLARQUATO nel pomeriggio.
Il borgo
medievale di VIGOLENO sembra un complesso
architettonico in cui il tempo si è
fermato; tra i vicoli gira qualche
anziano del posto, qualche gatto e
qualche turista. Quel giorno ad animare
la scena ceravamo noi e, manco a
dirlo, due squadriglie di scout in uscita.
CASTELLARQUATO
è un altro esempio della ricchezza dei
Duchi di Parma e Piacenza. E stato
un piacere visitare la chiesa romanica
del borgo e la cappella con i suoi
magnifici affreschi, quasi perfettamente
conservati, che descrivono la vita di
Gesù, lassunzione al cielo della
Madonna ed il martirio di SantAgata
protettrice delle donne che allattano.
La sera, dopo
cena, durante il cerchio è stato
sollevato il problema dellassenza
di notizie sul personale adottato dalle
quattro Comunità presso le Suore
Missionarie del Madagascar. Giorgio è
stato incaricato di acquisire notizie sui
personaggi adottati: una bambina, un
medico ed un insegnante.
Per quanto
riguarda il Centenario dello Scoutismo la
Lia ci ha proposto il gioco Da una
piccola isola al mondo intero. La
piccola isola è BROWNSEA ISLAND, lungo
la costa meridionale
dellInghilterra ove
nellagosto del 1907, 22 ragazzi,
sotto la guida di B.P., diedero vita al
primo campo scout. Col gioco siamo stati
stimolati a ripassare la storia dello
scoutismo. Con un altro gioco, in cui
divisi per squadre dovevamo mimare un
articolo della legge scout ci siamo resi
conto che la nostra conoscenza della
legge non è molto viva.
La giornata del
30 aprile è stata dedicata alla visita
alla Abbazia di Chiaravalle della Colomba,
a Giuseppe VERDI, a GUARESCHI e alle
specialità enogastronomiche piacentine e
parmensi.
La mattina
abbiamo visitato lAbazia e durante
la visita Padre EFREM, un cistercense
etiope, ce ne ha illustrato la storia,
inserendola nel contesto di quella dei
cistercensi: monaci dediti alla preghiera
e alla bonifica dei terreni più
insalubri, le zone paludose. Essi con
laiuto di altro personale del posto
costruivano le abbazie. Tracce della loro
attività si vedono in tutta Europa.
Con
lintervallo del pranzo presso la
trattoria TRIVELLONI, ove si
è mangiato a base di tortelli,
lavagnette e gnocco fritto,
la giornata è proseguita a RONCOLE,
frazione di BUSSETO, dove si trova la
casa natale di Giuseppe VERDI e poco
distante quella di GUARESCHI. E
stato sicuramente emozionante vedere come
in due case vicine in un piccolo paese di
campagna sono nati due geni
dellarte italiana. Poco distante
cè la chiesa nella quale VERDI,
bambino andava a strimpellare. Nella casa
di GUARESCHI dai pannelli, che ne
raccontano per immagini la storia,
trasuda larguzia dello scrittore
che ha ispirato la saga di Don Camillo e
Peppone .
A BUSSETO che è
il paese sede comunale dove VERDI è
andato a scuola, abbiamo visto la piazza,
dominata dalla sua statua ed il museo a
lui dedicato.
Dopo una breve
sosta presso la CULATELLERIA,
ove ognuno ha acquistato qualcosa, siamo
ritornati a Villa Santa Maria.
Durante il
cerchio serale, Arduino, con semplici
giochi ha richiamato alla nostra mente il
percorso attraverso il quale si passa dal
lupettismo allo scoutismo adulto e che
può essere concentrato nella frase:
Del nostro meglio per essere
preparati a servire facendo strada nel
cuore, nella città e nel creato.
Vale la pena di ricordare che fare
strada vuol dire essere in continuo
movimento, non adagiarsi sulle
realizzazioni raggiunte ma tendere
continuamente a migliorarsi.
La serata si è
conclusa con alcuni canti fatti intorno
ad un ingegnoso fuoco realizzato con un
grosso batuffolo di ovatta, imbevuta di
alcool denaturato, ed accesa in un
vecchio pentolino.
Interessante e
degna di essere riferita una domanda che
è venuta fuori dai crocchi fatti dalle
persone che dopo il cerchio si sono
attardate a chiacchierare al fresco della
notte: Lincontro del
TRIFOGLIO cosi come viene organizzato in
questi ultimi anni risponde agli scopi
originari?
Credo che non
valga la pena di riferire le opinioni che
son venute fuori, ma penso che il quesito
possa costituire una buona base di
partenza per chi organizzerà il prossimo
incontro.
La mattina del 1
maggio, cerchio di saluto. Cè
nellaria un po di tristezza
perché si sono passati tre bei giorni
insieme, di serenità, di allegria e,
perché no!, di arricchimento personale,
ma ahimé cosa bella e mortal passa e non
dura
E cosi anche lXI
incontro del TRIFOGLIO finisce perché,
mentre aostani e meranesi faranno una
puntata verso la Certosa di PAVIA che è
quasi sulla loro strada di casa, gli
aquilani punteranno decisamente verso il
sud e la loro città.
La Certosa di
PAVIA è decisamente monumentale. Peccato
che la facciata è ricoperta da
impalcature che ne nascondono la
ricchezza di sculture. Linterno è
altrettanto maestoso e seguendo
lillustrazione che il padre
Cistercense ( la certosa è gestita dai
cistercensi e non più dai certosini ) ci
fa durante la visita si capisce la
sostanziale differenza tra una abbazia
benedettina ed una Certosa: labazia
veniva costruita dai Benedettini
cistercensi nel quadro di unopera
di bonifica, mentre una certosa veniva
costruita da artisti pagati da un
mecenate e messa a disposizione dei
certosini.
Lultimo
momento comunitario consiste nel pranzo
consumato presso un ristorante
delloltrepò pavese Valle
Scuro Passo di CIGOGNOLA.Cosa dire
per concludere? Vorrei lasciare due righe
in bianco per immaginare e far immaginare
ad ognuno la propria conclusione. Ma
personalmente voglio dirvi che,
nonostante le critiche, che sono sempre
possibili, ad ogni attività umana,
quando si coltiva lamicizia non si
sbaglia mai ed i frutti che si ottengono
sono sempre di grande qualità perciò
ben venga un incontro del TRIFOGLIO
imperfetto piuttosto che un non incontro.
wontolla
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