FORNOVO DI TARO

XI° incontro del TRIFOGLIO

 

 

Dal 28 Aprile al 1° Maggio 2007,  tra le province di Parma e Pavia,  si è svolto l’undicesimo incontro tra le comunità di Merano, l’Aquila e Aosta.

Questo “Trifoglio di Amicizia” si prefigge i seguenti scopi:

-         crescita personale e comunitaria attraverso scambi di esperienze fra Adulti Scout    provenienti da città montane diverse

-         scambi culturali attraverso un incontro annuale da svolgersi in una delle tre città o in un’altra località particolarmente significativa scelta dalla comunità organizzatrice

-         realizzazione di alcuni servizi per finanziare un progetto di adozione a distanza in Madagascar,  presso la missione gestita dalle suore di S. Giuseppe di Aosta.

Quest’ anno è stata la Magister di Merano a organizzare l’incontro presso “Villa Santa Maria”,  nella splendida campagna che si snoda intorno alla città di Parma.

Le attività che abbiamo condiviso sono state varie e significative: la S. Messa, i giochi e i canti serali, la visita a castelli e a borghi medievali  come quello di Vigoleno e Castel l’Arquato, la scoperta della splendida antica Abazzia cistercense di Chiaravalle della Colomba, la visita di Busseto e della casa natale di Giuseppe Verdi,

senza dimenticare una tappa presso un salumificio per acquistare i prodotti tipici del luogo (culatello, parmiggiano, vini).

L’ultimo giorno, dopo il cerchio e i saluti agli amici de L’Aquila, siamo partiti alla volta di Pavia, dove abbiamo avuto modo di ammirare la bellissima Certosa. Il pranzo comunitario, organizzato in modo ammirevole da Vittorio Biondi – uno dei fondatori del Trifoglio insieme ad Angelo Nale – è stato il momento conclusivo di questo incontro.

Il prossimo anno toccherà alla comunità valdostana organizzare il XII° convegno.

La data e il luogo verranno comunicati in occasione dell’Assemblea Nazionale di Montesilvano che avrà luogo nel mese di Ottobre.

 

                       Zebra dalla vista corta ma dalla lingua lunga

 

XI INCONTRO DEL TRIFOGLIO

FORNOVO DI TARO 28.04 – 01.05

 

Per quest’incontro possiamo veramente dire, come per tanti incontri di persone,”siamo arrivati da mille strade diverse, in mille modi diversi, in mille momenti diversi, perché il Signore ha voluto cosi”, portando ognuno un proprio bagaglio di esperienze personali. E lo abbiamo fatto per percorrere un pezzo di quella strada che ci ha insegnato il fondatore: “ la realizzazione della vita è nello spenderla al servizio per gli altri. Il segreto per essere felici è rendere felici gli altri. Al termine della vita potremo dire di averla spesa bene se lasceremo il mondo un pò migliore di come l´abbiamo trovato”.

L’organizzazione era dei meranesi e a premessa di tutto non posso non fare un sentito apprezzamento per la Magister di Merano che ha fatto un programma intenso e ricco di spunti turistici e gastronomici come si può vedere dallo sviluppo delle attività.

Il luogo dell’incontro presenta le caratteristiche ideali per un ritiro spirituale. E’ isolato, immerso nel verde di una natura rigogliosa e serena. Le nostre ospiti, due o tre suore, sono silenziose e discrete, ma cucinano benissimo.

La sera del 28, dopo esserci sistemati nelle camere e aver cenato abbiamo assistito alla S. Messa prefestiva celebrata apposta per noi da un sacerdote che, da ex assistente scout, ha condiviso con noi la ritualità scout espressa con i canti “SIAMO ARRIVATI”  e  “IL CANTO DELLA PROMESSA”. Abbiamo ricordato gli amici che sono tornati alla casa del Padre  e soprattutto io ho voluto ricordare Angelo, Aquila Rossa ( A.R ) come lui amava firmarsi. Ad A.R., che è stato l’ispiratore ed il fondatore del TRIFOGLIO, abbiamo dedicato il canto del cerchio serale “SIGNOR TRA LE TENDE SCHIERATI”. In conclusione della giornata Giovanni, l’attuale coordinatore del TRIFOGLIO, ha augurato a tutti un piacevole soggiorno.

La domenica 29 aprile è stata dedicata alla visita al Castello di VIGOLENO al mattino e a CASTELL’ARQUATO nel pomeriggio.

Il borgo medievale di VIGOLENO sembra un complesso architettonico in cui il tempo si è fermato; tra i vicoli gira qualche anziano del posto, qualche gatto e qualche turista. Quel giorno ad animare la scena c’eravamo noi e, manco a dirlo, due squadriglie di scout in uscita.

CASTELL’ARQUATO è un altro esempio della ricchezza dei Duchi di Parma e Piacenza. E’ stato un piacere visitare la chiesa romanica del borgo e la cappella con i suoi magnifici affreschi, quasi perfettamente conservati, che descrivono la vita di Gesù, l’assunzione al cielo della Madonna ed il martirio di Sant’Agata protettrice delle donne che allattano.

La sera, dopo cena, durante il cerchio è stato sollevato il problema dell’assenza di notizie sul personale adottato dalle quattro Comunità presso le Suore Missionarie del Madagascar. Giorgio è stato incaricato di acquisire notizie sui personaggi adottati: una bambina, un medico ed un insegnante.

Per quanto riguarda il Centenario dello Scoutismo la Lia ci ha proposto il gioco “Da una piccola isola al mondo intero”. La piccola isola è BROWNSEA ISLAND, lungo la costa meridionale dell’Inghilterra ove nell’agosto del 1907, 22 ragazzi, sotto la guida di B.P., diedero vita al primo campo scout. Col gioco siamo stati stimolati a ripassare la storia dello scoutismo. Con un altro gioco, in cui divisi per squadre dovevamo mimare un articolo della legge scout ci siamo resi conto che la nostra conoscenza della legge non è molto viva.

La giornata del 30 aprile è stata dedicata alla visita alla Abbazia di Chiaravalle della Colomba, a Giuseppe VERDI, a GUARESCHI e alle specialità enogastronomiche piacentine e parmensi.

La mattina abbiamo visitato l’Abazia e durante la visita Padre EFREM, un cistercense etiope, ce ne ha illustrato la storia, inserendola nel contesto di quella dei cistercensi: monaci dediti alla preghiera e alla bonifica dei terreni più insalubri, le zone paludose. Essi con l’aiuto di altro personale del posto costruivano le abbazie. Tracce della loro attività si vedono in tutta Europa.

Con l’intervallo del pranzo presso la trattoria “TRIVELLONI”, ove si è mangiato a base di tortelli, lavagnette egnocco fritto, la giornata è proseguita a RONCOLE, frazione di BUSSETO, dove si trova la casa natale di Giuseppe VERDI e poco distante quella di GUARESCHI. E’ stato sicuramente emozionante vedere come in due case vicine in un piccolo paese di campagna sono nati due geni dell’arte italiana. Poco distante c’è la chiesa nella quale VERDI, bambino andava a strimpellare. Nella casa di GUARESCHI dai pannelli, che ne raccontano per immagini la storia, trasuda l’arguzia dello scrittore che ha ispirato la saga di Don Camillo e Peppone .

A BUSSETO che è il paese sede comunale dove VERDI è andato a scuola, abbiamo visto la piazza, dominata dalla sua statua ed il museo a lui dedicato.

Dopo una breve sosta presso la “CULATELLERIA”, ove ognuno ha acquistato qualcosa, siamo ritornati a Villa Santa Maria.

Durante il cerchio serale, Arduino, con semplici giochi ha richiamato alla nostra mente il percorso attraverso il quale si passa dal lupettismo allo scoutismo adulto e che può essere concentrato nella frase: “Del nostro meglio per essere preparati a servire facendo strada nel cuore, nella città e nel creato”. Vale la pena di ricordare che  “fare strada” vuol dire essere in continuo movimento, non adagiarsi sulle realizzazioni raggiunte ma tendere continuamente a migliorarsi.

La serata si è conclusa con alcuni canti fatti intorno ad un ingegnoso fuoco realizzato con un grosso batuffolo di ovatta, imbevuta di alcool denaturato, ed accesa in un vecchio pentolino.

Interessante e degna di essere riferita una domanda che è venuta fuori dai crocchi fatti dalle persone che dopo il cerchio si sono attardate a chiacchierare al fresco della notte: “L’incontro del TRIFOGLIO cosi come viene organizzato in questi ultimi anni risponde agli scopi originari?”

Credo che non valga la pena di riferire le opinioni che son venute fuori, ma penso che il quesito possa costituire una buona base di partenza per chi organizzerà il prossimo incontro.

La mattina del 1 maggio, cerchio di saluto. C’è nell’aria un po’ di tristezza perché si sono passati tre bei giorni insieme, di serenità, di allegria e, perché no!, di arricchimento personale,… ma ahimé cosa bella e mortal passa e non dura… E cosi anche l’XI incontro del TRIFOGLIO finisce perché, mentre aostani e meranesi faranno una puntata verso la Certosa di PAVIA che è quasi sulla loro strada di casa, gli aquilani punteranno decisamente verso il sud e la loro città.

La Certosa di PAVIA è decisamente monumentale. Peccato che la facciata è ricoperta da impalcature che ne nascondono la ricchezza di sculture. L’interno è altrettanto maestoso e seguendo l’illustrazione che il padre Cistercense ( la certosa è gestita dai cistercensi e non più dai certosini ) ci fa durante la visita si capisce la sostanziale differenza tra una abbazia benedettina ed una Certosa: l’abazia veniva costruita dai Benedettini cistercensi nel quadro di un’opera di bonifica, mentre una certosa veniva costruita da artisti pagati da un mecenate e messa a disposizione dei certosini.

L’ultimo momento comunitario consiste nel pranzo consumato presso un ristorante dell’oltrepò pavese “Valle Scuro Passo” di CIGOGNOLA.Cosa dire per concludere? Vorrei lasciare due righe in bianco per immaginare e far immaginare ad ognuno la propria conclusione. Ma personalmente voglio dirvi che, nonostante le critiche, che sono sempre possibili, ad ogni attività umana, quando si coltiva l’amicizia non si sbaglia mai ed i frutti che si ottengono sono sempre di grande qualità perciò ben venga un incontro del TRIFOGLIO imperfetto piuttosto che un non incontro.

wontolla

 
E con estremo piacere che pubblichiamo l'articolo di Giovanni pubblicato su Strade Aperte nel n° di ottobre 2007