M.A.S.C.I.  60 anni…….LO SGUARDO AL FUTURO


Aula Paolo VICinque adulti scout delle due Comunità valdostane sono andati dal 7 al 9 Novembre 2014 alla festa del MASCI a Sacrofano, vicino a Roma. Il viaggio è stato fatto con gli amici del Piemonte in pulmann, con partenza e arrivo ad Aosta. A Sacrofano siamo stati accolti dalla Presidente Nazionale Sonia Mondin, dal Segretario Nazionale Luigi Cioffi, dall'Assistente Ecclesiastico Don Guido e dal Sindaco del paese. Ci siamo chiesti dov'era il paese, in quanto la bellissima struttura che ci ha ospitato per tre giorni era isolata e non si vedevano case intorno: lo abbiamo scoperto il giorno dopo andando a Roma all'udienza particolare a noi riservata con Papa Francesco.
Nella sala Paolo VI° erano presenti circa 7.000 scout, tutti emozionati e partecipi alla sua presenza. Passando tra la folla il Santo Padre si è soffermato in modo particolare con gli ammalati e accarezzando i bambini. Nel saluto che la nostra presidente ha rivolto al Papa ha ricordato che il Masci è un movimento di persone che condivide lo spirito e i valori dello scautismo e che ha il punto di forza nella comunità, che è "luogo dove si impara ad amare e ad essere amati" e ha anche ricordato che il nostro fondatore Baden Powell ci ha lasciato un messaggio: "Dobbiamo lasciare il mondo un po' migliore di come lo abbiamo trovato". Papa Francesco ci ha salutato con gioia e ci ha ringraziato per il lavoro che svolgiamo all'interno della Chiesa e della società, testimoniando il Vangelo secondo il nostro stile particolare. La terminologia dello scautismo utilizza spesso la parola STRADA come valore significativo nella vita di ragazzi, giovani ed adulti, Noi siamo convinti che il discorso del Papa debba essere letto da tutti, in modo particolare da chi vuole fare strada nella FAMIGLIA, nel CREATO, nella CITTA', ma quello che caratterizza in modo particolare gli scout è il SERVIZIO. Durante questo incontro sono state presentate tre diverse esperienze di servizio: tre progetti che esprimono veramente quello che è e che vuole essere lo scautismo degli Adulti senza tante parole, ma con la volontà di agire.
Il primo è stato illustrato da una coppia di coniugi della Puglia:GinoeilPapa con l'aiuto della comunità, si occupano di bambini che soffrono di una grave malattia genetica "la Fibrosi Cistica". Hanno iniziato ad interessarsi a questa malattia quando hanno scoperto che un bambino da loro adottato ne soffriva. Se ne sono occupati a tempo pieno, in modo sistematico, anche attraverso il finanziamento alla ricerca – questi bimbi adesso possono vivere anche fino alla maggiore età, mentre prima non superavano i cinque anni – Hanno coinvolto nel loro lavoro altri adulti scout della Puglia, medici, infermieri e ricercatori, ottenendo ottimi risultati, e continuano a portare avanti questo progetto con grande impegno.
Una adulta scout di Reggio Calabria ha presentato il secondo servizio, illustrandolo attraverso un filmato. L'attività viene svolta dal gruppo direttamente sul territorio al momento dell'accoglienza degli immigrati che arrivano sui barconi al porto e che hanno bisogno di tutto: del sostegno morale, dell'aiuto economico, dell'assistenza all'arrivo e nei centri di raccolta. La comunità svolge un lavoro diretto portando acqua, cibo, vestiario, senza dimenticare l'aiuto per l'assistenza sanitaria soprattutto a donne e bambini, perché queste persone sono da considerare fratelli e figli dello stesso Dio che noi preghiamo.Paola Maria Maurizio Gino Bernardo
Il terzo servizio è stato presentato dai coniugi Cirillo della Comunità Valsusa, in Piemonte. Dal 2008 si occupano di svolgere attività in un piccolo paese dell'Africa occidentale subsahariana, il Togo. "E' stato possibile portare avanti questo progetto grazie ad un gruppo di amici che ha dato vita all'associazione TENGO AL TOGO ed al prezioso supporto dato dalla cooperativa ECCOMI onlus del Masci. Abbiamo deciso di aderire a questa proposta in un momento particolarmente difficile della nostra vita in cui cercavamo disperatamente di dare un senso alla morte improvvisa di nostro figlio Francesco. Sentivamo che per fare ciò dovevamo uscire dai nostri confini per incontrare gli altri, soprattutto i più lontani e dovevamo farlo concretamente sul campo". I coniugi Cirillo conoscono bene questo paese in quanto vi vanno spesso portando la loro esperienza in campo sanitario, dove sono riusciti ad ottenere una sufficiente stabilità del personale in loco, che viene aiutato periodicamente sia con funzione di supporto, sia con i fondi raccolti per finanziare il progetto.

Bernardo, Maurizio, Gino, Maria e Paola

Leggi Allegato articolo Corriere della Valle

Comunità S.Anselmo

Comunità S. Pietro